La storia del parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga

Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, istituito nel 1991, si estende per una superficie di circa 150 mila ettari, su un terreno prevalentemente montagnoso che si distende tra Abruzzo e Lazio (nella provincia di Rieti).

Sebbene il parco sia stato istituito solo recentemente, la difesa del suo territorio dalle attività antropiche inizia già nel tardo '600 quando vennero emessi divieti al disboscamento. Nel 1848 si riporta di scontri tra popolazione e ufficiali addetti alla salvaguardia dei boschi.

Nel cuore del Gran Sasso, a oltre 1400 metri di profondità, ci sono i Laboratori nazionali del Gran Sasso gestiti dal Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Si tratta del laboratorio sotterraneo piu grande al mondo. Tra i vari campi di ricerca, qui si studiano le più piccole particelle dell'universo come, ad esempio, i neutrini.

Flora e Fauna

Sebbene il territorio del parco nazionale del Gran Sasso sia prevalentemente montuoso, non mancano le zone boschive di bassa quota dove prosperano il pino nero e le querce. Fino al Cinquecento, il comprensorio del Gran Sasso era caratterizzato dalla presenza di enormi boschi ,mentre oggi alle quote più elevate si trovano quasi esclusivamente pascoli.

Sul versante Nord, invece, predominano i faggeti che rendono il paesaggio davvero suggestivo. Sono comunque presenti il tasso, l'agrifoglio e gli aceri. L'abete bianco, invece è presente in numerosi nuclei di sviluppo.

In tutta l'area del parco è possibile trovare facilmente la genziana ed il ginepro, entrambe specie protette ma che i locali sfruttano le per le loro produzioni di enogastronomia.

Sul territorio del parco nazionale del Gran Sasso alcune specie di vegetali meritano una menzione particolare: il Salice erbaceo, la Stella alpina dell'Appennino (frequente ma specie estremamente protetta), il Ranuncolo magellense, la Primula orecchia d'Orso.

A questi si aggiungono l'Adonide curvata, l'Anemone dell'Appennino, il Papavero alpino, l'Astragalo aquilano, e la Soldanella alpina.

Al interno del parco vive una piccola popolazione di circa 350 esemplari del raro camoscio d'Abruzzo, reintrodotto a partire dal 1992. Nell'area del parco è possibile avvistare il il lupo appenninico, la volpe, il cervo, il capriolo, il gatto selvatico ed raramente l'orso marsicano.

Sono stati riportati avvistamenti di linci, ma la rarità di questi fa pensare che si tratti di esemplari non stanziati al interno del parco, ma in transito da aree vicine.

Molti rapaci popolano l'area montuosa del parco. Durante una sessione di birdwatching non è difficile avvistare l'aquila reale, il falco pellegrino, il gheppio ed il gufo reale. La presenza di zone umide come lago di Campotosto e nel comune di Crognaleto fanno da polo di attrazione per gli aironi che qui trovano un luogo tranquillo e sicuro dove riposarsi.

Accesso al parco e visite

Una strada molto suggestiva è la Strada maestra del Parco nazionale del Gran Sasso che lo attraversa nel territorio di confine tra il massiccio del Gran Sasso e la catena della Laga. E' presenta anche una ippovia: un percorso ad anello di 320 km, percorribile a cavallo, in mountain bike e a piedi.

Al interno del parco sono stati istituiti alcuni musei tematici. Tra i più interessanti segnaliamo il Museo del Lupo, il museo del Camoscio ed il Museo della Grotta di S. Angelo.

L'ente parco ha ideato 87 diversi percorsi di visita che possono essere consultati direttamente sul suo sito. Innumerevoli i punti informativi presenti sul territorio del parco.

Il territorio del parco è dotato di moderne strutture sportive e rappresenta un comprensorio sciistico molto frequentato. Numerosi percorsi consentono di percorrere in mountain bike le falde del Gran Sasso. Non occorre dire delle innumerevoli vie alpine aperte nei secoli, da quel agosto del 1573 in cui venne compiuta la prima ascesa alla cima del Gran Sasso.

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