La storia del parco nazionale d'Abruzzo

Il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise venne istituito nel 1922 come Il parco nazionale d'Abruzzo e deve la sua fortuna al isolamento del territorio del Alto Sangro. Grazie a questo, la natura del territorio si potè conservare intatta con molte specie animali e vegetali specifiche.

Il nucleo originale del parco nazionale nacque nel 1872 quando i Sipari, ricchi latifondisti della zona, si spesero perché venisse istituita la Riserva Reale dell'Alta Val di Sangro che nacque nel 1872 per decisione di Vittorio Emanuele II, ma venne poi abolita solo 6 anni più tardi. La riserva di caccia ebbe una seconda vita tra il 1900 ed il 1912.

In questo stesso periodo la famiglia Sipari, convinta di dover preservare la natura della zona, spinse per l'istituzione di un parco nazionale sul modello di quello di Yellowstone negli Stati Uniti.

Oggi il parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise è suddivise in 4 zone ad accesso più o meno limitato, passando dalla zona A di riserva integrale dove l'ingresso è pesantemente limitato, alla zona D, di sviluppo urbano per gli insediamenti abitati al interno del parco.

Il territorio

Ad oggi il parco naturale copre territori sia del Abruzzo che del Lazio e del Molise e per questo, nel 2001, successivamente alla creazione del Parco Nazionale del Gran Sasso e del Parco Nazionale della Maiella, entrambi in Abruzzo, ne è stato cambiato il nome in Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Il paesaggio del parco è definito dalle formazioni calcaree del Appennino centrale ricoperte dalla folta vegetazione e solcate dai torrenti che nascono dalle molte sorgenti del distretto.

Lungo il parco naturale scorrono il fiume Sangro, che nasce al passo del Diavolo e che forma un lago artificiale presso Barnea. Il Liri ed il Volturno definiscono il confine laziale e molisano del parco, mentre al interno del parco scorrono il Melfa ed il Molarino che poi va ad alimentare il bacino del Fucino.

Il lago di Scanno, nato per una frana che ha interrotto il corso del Sagittario, si è aggiunto a quelli di Vivo (stagionale) e Pantaniello. Nel territorio del parco naturale esistono poi alcuni laghi artificiali come il lago Cardito, quello di Grotta Campanaro e quello della Montagna Spaccata.

Flora e Fauna

Lo scopo principale di un parco naturale è ovviamente quello di preservarne l'ecosistema e salvare dall'estinzione gli animali più a rischio.

Tra i successi che il personale del parco può vantare ci sono sicuramente il salvataggio del Orso Bruno Marsicano, del Lupo Appenninico e dell'Aquila Reale. Questi animali, dopo aver potuto sopravvivere nel loro naturale bacino d'insediamento nel parco, stanno ora lentamente colonizzando i territori esterni al parco raggiungendo talvolta anche le zone alpine.

Altre specie animali presenti nel parco sono la Lince, il Camoscio d'Abruzzo, il Cervo ed il Capriolo. Il ripopolamento di questi ultimi ha consentito di ristabilire la catena alimentare dei predatori che, altrimenti, avevano problemi nel procurarsi il cibo.

Alzando gli occhi al cielo ed ammirando lo spettacolo della natura del parco, è possibile scorgere la Cicogna, che da qualche tempo ha ricominciato a nidificare qui, alcune varietà di picchio e rapaci quali il falco pellegrino, l'astore, la poiana, il gufo reale e l'allocco.

Con un po' di pazienza è invece possibile fare l'incontro con i piccoli mammiferi come il gatto selvatico, la martora, la faina, il tasso e la puzzola. Spostandosi verso le aree umide possiamo incontrare altri animali come la Lontra ed alcuni rettili tra cui la rarissima Vipera dell'Orsini, la Vipera comune, il biacco, l'orbettino e la biscia dal collare.

Il territorio del parco più a bassa quota è caratterizzato da pascoli e aree a maggese. I boschi di querce sono frequenti nel territorio del parco mentre ornielli, aceri, meli selvatici e ciliegio abbondano nella zona di transizione col piano montano. In quota il territorio è quasi completamente popolato da faggi, aceri di monte, sorbi montani ed il Pino nero costituendo uno spettacolo naturale mozzafiato.

Accesso al parco e visite

L'accesso più comodo al parco naturale è dal paese di Pescasseroli, cuore dell'area protetta. Il parco divide il suo territorio in diversi settori turistici per le relazioni con i visitatori: la Val Comino in provincia di Frosinone, il settore Mainarde in provincia di Isernia e la Marsica Fucense che comprende i comuni ricadenti nello spartiacque dell'alveo del Fucino.

In gran parte dei comuni sono attivi centri di visita tematici o uffici di zona in cui è possibile disporre di materiale divulgativo sul Parco e organizzare le proprie escursioni.

Al interno del territorio del parco sono presenti campeggi attrezzati ed è possibile organizzare escursioni a cavallo o in canoa. E' possibile organizzare escursioni di trekking o di birdwatching. Durante il periodo invernale sono disponibili percorsi di sci di fondo. Presso il lago di Scanno sono presenti strutture di supporto al turismo balneare. Ovviamente a tutti i visitatori è richiesto il massimo rispetto per la natura che li circonda. Si richiede di non tenere comportamenti rumorosi od invadenti e di non infastidire gli animali.

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